Cultura

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La parte pianeggiante del territorio ha sempre fomentato la naturale vocazione agricola degli apricenesi che da sempre si sono cimentati nella coltivazione in particolare del frumento costituendo così un’ampia riserva di grano. Queste “scorte” venivano conservate nelle fosse granaie (ancora evidenti oggi in via Luigi Galasso), profonde dai 5 ai 10 m con una capacità che andava dalle 9 alle 180 tonnellate. Questa buca era sormontata all’esterno da quattro lastroni quadrati in pietra che provvedevano all’apertura e alla chiusura.
La vocazione agricola degli apricenesi, soprattutto quelli non “padroni” della terra e soprattutto negli ultimi cinquant’anni, è andata un po’ scemando spingendo la gente a trovare fonti di lavoro in paese nelle industrie, nel terziario, soprattutto nelle cave di pietra.

LA PIETRA DI APRICENA
Il bacino estrattivo della pietra di Apricena è il primo nel meridione e il secondo in Italia. È  costituito per lo più da roccia calcarea a tessitura compatta. Una volta estratta, la pietra raggiunge innumerevoli laboratori in Italia e nel mondo per essere lavorati. Questo materiale è molto apprezzato, dato che accurate analisi di laboratorio hanno dimostrato che le caratteristiche di resistenza e durata lo pongono ai livelli più elevati del settore.È un materiale con tonalità oscillanti tra il beige, l'avorio ed il rosato (a seconda della varietà), con frequenti venature il più delle volte sottili e sinuose, che ne caratterizzano la superficie.

RITROVAMENTI PIRRO NORD
Fino ad oggi si è supposto che la colonizzazione dell’Europa da parte di gruppi di ominidi provenienti dall'Africa fosse avvenuta mediante l'attraversamento dello stretto di Gibilterra. Questa ipotesi però è stata fortemente compromessa dai ritrovamenti effettuati ad Apricena. Nella cava Dell’Erba, in località Pirro Nord, durante i lavori di estrazione della pietra, è stato messo in evidenza un reticolo di fessure carsiche, all’interno delle quali è stata rilevata un’abbondante presenza di fossili. Data la loro importanza ed omogeneità, a questi riempimenti fossiliferi è stato assegnato appunto il nome di Pirro Nord. In associazione ai resti di vertebrati fossili, sono stati rinvenuti dei manufatti litici, in particolare schegge lavorate di selce, che ad oggi rappresentano la più antica testimonianza della presenza dell'uomo in Europa e riaprono seriamente l’ipotesi che l’uomo sia giunto in Europa da Oriente, forse attraversando l’Adriatico settentrionale durante una delle fasi glaciali intervenute nel Pleistocene. Allo stato attuale delle ricerche agli strumenti viene attribuita una età di circa 1,5 milioni di anni, molto prima quindi della storia. Si tratterebbe pertanto della testimonianza della più antica presenza umana sul territorio europeo. La località di Pirro Nord(o Cava Pirro)si trova nella parte nord-occidentale del promontorio del Gargano, nei pressi di Apricena(Foggia), ed è famosa per la sua ricca fauna pleistocenica.